Dottor Luigi Quarto

Botulino e filler: quale trattamento scegliere per il proprio caso?
Botulino e filler: due trattamenti spesso confusi ma profondamente diversi. Una guida per capire qual è il più adatto al proprio caso, alle proprie esigenze e ai propri obiettivi.

«Dottore, ho letto online del botulino e dei filler, ma non capisco bene la differenza. Che cosa fa per me?». Questa è senza dubbio una delle domande più frequenti che mi vengono poste in studio. La medicina estetica moderna mette a disposizione del paziente due famiglie di trattamenti iniettivi che, pur condividendo la modalità di somministrazione attraverso un sottilissimo ago e i tempi rapidi di esecuzione, agiscono in modo radicalmente diverso e rispondono a esigenze altrettanto diverse. Comprendere bene le differenze fra botulino e filler è il primo passo per arrivare a un trattamento personalizzato, coerente con le proprie aspettative e in grado di restituire un risultato armonioso, naturale ed equilibrato.

La confusione fra le due sostanze nasce probabilmente dalla diffusione mediatica del termine generico «punturina», che viene utilizzato dai non addetti ai lavori per identificare qualsiasi trattamento iniettivo del volto. In realtà, dal punto di vista farmacologico, biologico, clinico e funzionale, botulino e filler non potrebbero essere più distanti fra loro. Iniziamo allora con il chiarire bene di che cosa stiamo parlando.

Che cos’è il botulino

Il botulino, o più correttamente la tossina botulinica di tipo A, è una neurotossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum. In medicina estetica viene utilizzata in dosaggi infinitesimali e altamente purificati per ottenere un effetto di rilassamento muscolare temporaneo e reversibile. Iniettata nei muscoli mimici responsabili delle rughe di espressione, la tossina blocca il rilascio dell’acetilcolina, il neurotrasmettitore che attiva la contrazione muscolare. Il risultato è un’attenuazione progressiva della contrazione del muscolo trattato e di conseguenza una netta riduzione della ruga di espressione che da quella contrazione si genera. Le indicazioni principali sono le rughe della glabella (le linee verticali fra le sopracciglia, quelle del cosiddetto «encefalogramma»), le rughe della fronte (le linee orizzontali che si formano sollevando le sopracciglia), le zampe di gallina laterali agli occhi, le rughe del naso (bunny lines), in alcuni casi anche le rughe peri-orali e gli aspetti di down-turn agli angoli della bocca.

Il risultato del botulino non è immediato: i primi effetti cominciano a manifestarsi dopo tre-quattro giorni e raggiungono il loro massimo dopo dieci-quattordici giorni. La durata media dell’effetto si attesta intorno ai tre-sei mesi, periodo dopo il quale il muscolo riprende gradualmente la sua attività e la ruga torna a manifestarsi. Le sedute di mantenimento vengono quindi programmate ogni quattro-sei mesi in base alla risposta individuale del paziente. Una caratteristica importante del botulino è che, eseguito in modo continuativo nel tempo, tende a «rieducare» il muscolo trattato a non contrarsi più in modo eccessivo, riducendo nel lungo periodo la profondità delle rughe statiche.

Che cosa sono i filler

I filler, in italiano riempitivi, sono invece sostanze iniettabili che hanno la funzione di restituire volume ai tessuti, ridefinire contorni, riempire solchi e depressioni cutanee, idratare profondamente la pelle. Esistono diverse categorie di filler, ma in medicina estetica moderna si utilizzano quasi esclusivamente i filler a base di acido ialuronico, una sostanza naturalmente presente nei nostri tessuti, biocompatibile, biodegradabile e completamente reversibile mediante l’enzima ialuronidasi. Il filler di acido ialuronico esiste in moltissime formulazioni diverse, ognuna calibrata per un’area specifica del viso e per un obiettivo terapeutico preciso: dai filler ultra-fluidi per la idratazione del collo e del décolleté, ai filler a media densità per le labbra e le rughe del solco nasolabiale, fino ai filler ad alta densità e coesività per il rimodellamento di zigomi, mento, contorno mandibolare e dorso nasale.

A differenza del botulino, il risultato dei filler è immediato e visibile al termine della seduta. La durata media varia in base al prodotto utilizzato e all’area trattata: i filler per le labbra durano in media sei-otto mesi, quelli per gli zigomi e il rimodellamento ossea dodici-diciotto mesi, alcuni filler strutturali di ultima generazione possono mantenere parte del loro effetto anche oltre i ventiquattro mesi. Anche in questo caso si programmano sedute di mantenimento per conservare nel tempo i risultati ottenuti.

Quale trattamento scegliere

La domanda fondamentale, a questo punto, è chiara: quale dei due trattamenti scegliere? La risposta dipende esclusivamente dal tipo di problema estetico che si vuole affrontare. Il botulino è il trattamento di prima scelta per le rughe di espressione, cioè quelle linee del viso che si formano e si accentuano con la contrazione dei muscoli mimici. Tipicamente sono rughe che si vedono soprattutto quando si sorride, si aggrotta la fronte, ci si meraviglia, ci si arrabbia. Se la principale preoccupazione del paziente sono le rughe della glabella, le linee della fronte o le zampe di gallina, il trattamento corretto è senza dubbio il botulino.

I filler, al contrario, sono il trattamento di prima scelta per tutto ciò che riguarda il volume, il contorno, la struttura e l’idratazione del viso. Solchi naso-labiali profondi, labbra sottili o asimmetriche, perdita di volume degli zigomi tipica del processo di invecchiamento, ritiro del contorno mandibolare, mento sfuggente, segni a virgola agli angoli della bocca, occhiaie scavate da svuotamento della zona perioculare: tutto questo trova nella famiglia dei filler la sua soluzione. Una pelle che ha perso turgore e luminosità, invece, beneficia particolarmente dei filler a basso peso molecolare, somministrati in superficie con tecniche di biorivitalizzazione o skinbooster.

Quando i due trattamenti si combinano

Nella pratica clinica reale, tuttavia, la scelta non è quasi mai «o l’uno o l’altro». La maggior parte dei pazienti che si rivolgono a uno studio di medicina estetica presenta un quadro misto, in cui convivono rughe di espressione, perdita di volume e segni del tempo distribuiti in modo non uniforme nel volto. In questi casi il trattamento ottimale è quasi sempre una combinazione personalizzata di botulino nelle zone alte del volto (fronte, glabella, zampe di gallina) e filler nelle zone medio-basse (zigomi, solchi, labbra, contorno mandibolare). Questo approccio combinato, che in letteratura internazionale viene chiamato «full face rejuvenation», permette di ottenere risultati globalmente armonici e naturali, evitando l’effetto «maschera» tipico dei trattamenti eccessivi o monodimensionali.

Il momento giusto per iniziare uno o l’altro trattamento è un altro tema che genera molte domande. Per il botulino, la letteratura medica concorda nell’indicare i 30-35 anni come età di possibile inizio di una terapia preventiva, sempre però valutando il singolo caso: pazienti molto espressivi, con rughe glabellari precoci, possono trarre beneficio anche prima, mentre pazienti con muscolatura mimica meno marcata possono tranquillamente aspettare. Per i filler, il discorso è ancora più personalizzato: la perdita di volume strutturale del viso inizia mediamente intorno ai 35-40 anni e si accentua dopo la menopausa nelle donne, ma in alcuni pazienti la richiesta di un riempimento delle labbra o di una correzione del solco nasolabiale può arrivare anche più precocemente.

Sicurezza e gestione delle aspettative

Entrambi i trattamenti, eseguiti da medici formati e con prodotti certificati, hanno un profilo di sicurezza eccellente. Gli effetti collaterali più comuni sono lievi e transitori: piccoli ematomi nei punti di iniezione, lieve gonfiore, eritema. Le complicanze più importanti, come la ptosi palpebrale temporanea per il botulino o l’occlusione vascolare per i filler, sono evenienze rare, prevenibili con una tecnica adeguata e gestibili con protocolli specifici. La sicurezza, come sempre, dipende in primo luogo dalla scelta del professionista: trattamenti iniettivi di qualsiasi tipo non possono essere eseguiti da personale non medico, in setting non idonei, con prodotti acquistati su canali non tracciati. Questo è un punto su cui non posso essere abbastanza chiaro: la medicina estetica è medicina, e va praticata da medici.

Un capitolo importante della scelta del trattamento corretto è quello relativo alla gestione delle aspettative. Né il botulino né i filler sono trattamenti miracolosi: ognuno ha le proprie indicazioni, i propri limiti, i propri tempi di effetto e di mantenimento. Il paziente che arriva in studio con la richiesta di un «ritocco» chiede in fondo di ritrovare il proprio volto, non un volto diverso. Il compito del medico estetico è ascoltare con attenzione, valutare con metodo, proporre un piano personalizzato, mostrare casi clinici reali, condividere fotografie pre e post di pazienti con caratteristiche simili, e soprattutto avere il coraggio, quando è il caso, di dire al paziente che il trattamento richiesto non è il più adatto al suo caso. La medicina estetica seria si costruisce sull’onestà del dialogo, sul rispetto delle proporzioni naturali del viso e sull’obiettivo di restituire armonia, non di trasformare.

Il colloquio personalizzato come punto di partenza

In definitiva, la scelta fra botulino, filler o una combinazione dei due trattamenti non può mai essere fatta in autonomia dal paziente o sulla base di articoli letti online. Richiede un colloquio personalizzato, una visita medica accurata, una valutazione globale del viso e una proposta su misura, basata sulle reali esigenze del singolo. Nel mio studio dedico al primo colloquio almeno trenta minuti, durante i quali analizzo insieme al paziente le rughe di espressione, la distribuzione dei volumi, la qualità della pelle, le aspettative e le priorità soggettive. Solo al termine di questa fase elaboro un piano di trattamento personalizzato, lo discutiamo insieme, lo modifichiamo se necessario, e solo allora procediamo con la seduta vera e propria.

Per maggiori informazioni o per prenotare un colloquio di valutazione personalizzato è possibile contattarmi direttamente attraverso il modulo presente in questo sito o telefonicamente. Sarà mia cura rispondere personalmente a ogni domanda e indicarvi il percorso più adatto al vostro caso specifico. La bellezza non è un prodotto in vendita: è un percorso che il medico e il paziente costruiscono insieme, passo dopo passo, con competenza, ascolto e onestà.

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